Un quartiere come nessun altro. Forse perché è così insolitamente normale.
«Ciao, vicino!»
È certamente grammaticalmente scorretto, ma rivolto a tutti, senza puntare il dito con un linguaggio mutilato in nome della parità di genere. In breve: originale, anche se contro le regole. Questo descrive già abbastanza bene l’Arrenberg.
Siamo un quartiere vivace sulle rive del Wupper, in una città fuori dal comune, che si è prefissato l’obiettivo di riscoprire la convivenza e celebrare la diversità. Con la gioia di sperimentare, con progetti colorati per una maggiore coesione, con nuove soluzioni a vecchi problemi, con energia invece che con scuse e fungendo da modello per gli altri su come si dovrebbe agire (o, meglio, cosa evitare): benvenuti ad Arrenberg, il parco giochi avventuroso di una società moderna!
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